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Pagina 2 di 3 Noi del Dive Planet non siamo certo tipi sedentari e se qualche cosa ci stimola partiamo con le vele spiegate. Quindi quest'estate non ci accontenteremo di ritrovare isole affondate ma andremo anche alla ricerca di una "Ciità Sommersa", cercando di trasformare una leggenda in realtà. Stiamo parlando del 2° capitolo de "I 3 misteri", la città sommersa di Conca o Valbruna... Nelle acque fra Cattolica e Gabicce, infatti, si troverebbe l'"Atlantide dell'Adriatico", come confermano numerosi documenti storici, storie tramandate e numerosi ritrovamenti fortuiti lungo la costa. Spesso la storia si fonde con la leggenda, amplificando il mito della Città Sommersa. Storicamente Cattolica o Crustumium ha origini antichissime; la sua fondazione si fa risalire alle prime tribù protolatine di italici. Altri studiosi, invece, ritengono che la città fosse fondata dai primi naviganti tessali e liburni, antichissimo popolo illirico, che si stanziò su queste coste. Si può affermare, comunque, che Crustumium subì l'influenza di vari gruppi etnici fra i quali greci e romani. Questi ultimi svolsero una florida attività commerciale a Cattolica, attività che riguardava principalmente il trasporto del vino e dell'olio, prodotti nell'entroterra. A conferma di ciò vi sono numerosi ritrovamenti sul fondale marino nella zona in questione. A nessuno di certo viene in mente che queste acque, battute da centinaia di turisti, pedalò e barche da pesca, nascondano i ruderi di una meravigliosa città. Eppure questa città di cui si parla è veramente esistita. Alcuni ne attribuiscono il nome di Conca (derivante dal fiume), altri di Valbruna (da cui deriva Vallugola, il porticciolo turistico poco più avanti). L'unico quesito rimasto non è sull'esistenza o meno dell'antica Conca, ma l'appurare se i massi che si intravvedevano fino a qualche decennio fa dalla superficie dell'acqua, siano i resti dell'antica civiltà della città sommersa, resti che sembra sprofondarono nelle acque dopo un terribile terremoto nel 1292. A completamento menzioniamo il riminese Raffaele Adimari, il quale riferisce che nell'anno 1610 era ancora possibile vedere affiorare dallo specchio d'acqua antistante al borgo di Cattolica, i ruderi della città di Conca. L'Adimari aggiungeva che "... li sommozzatori, che nuotando vanno sott'acqua, dicono che si vede parte di nobilissimo e bel palazzo con porte di marmo, ferrate di ferro, statue grandi ed altri simili ornamenti.". Anche la Rai TV ha manifestato il suo interesse nei confronti dell'"Atlantide adriatica", esplorando, il giorno 16.10.1959, la zona, muniti di moderni mezzi (dell'epoca) per la ripresa cinematografica subacquea che diedero risultati positivi circa l'attendibilità delle supposizioni sull'ubicazione della città sommersa, con il ritrovamento di numerose anfore romane. Anche negli anni successivi i ritrovamenti "particolari" si sono susseguiti; ne sono esempio gli strani sassi che si trovano tuttora lungo la costa che va da Cattolica a Casteldimezzo, somiglianti a parti di statue od edifici, che il mare scopre e ricopre continuamente. Bisogna pensare che la linea costiera, all'epoca, era 500 mt. più avanti e l'acqua circa 2 mt. meno profonda. Stregati da queste antiche storie e stimolati dal "virus" della ricerca il nostro intento sarà quello di ritrovare alcune vestigia dell'antica città sommersa e contribuire, così, al lavoro degli archeologi (ricordiamo che ogni manufatto antico ritrovato deve sempre essere lasciato ove si trova ma segnalato alle autorità competenti).
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