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Pagina 1 di 3 Il mare della riviera Romagnola non è certo mai stato visto, nell'immaginario del subacqueo, come luogo di Immersione. Poi è arrivato il Dive Planet che, 12 anni fa, ha cominciato a cercare i primi siti ed a far conoscere le bellezze e particolarità del nostro mare. Oggi vantiamo la presenza di centinaia di sub che ogni anno vengono appositamente da tutta Italia per visitare i relitti di Rimini, alcuni scoperti proprio da noi. Sicuramente il mare di Rimini non è mai stato associato a Misteri, Leggende, Storie di Guerre e Tesori. Noi vi convinceremo del contrario. Non ci credete ? Beh non perdetevi questi racconti o meglio notizie dato che sono vere. La stagione 2008 sarà improntata sulla ricerca subacquea per svelare "I 3 Misteri" ... Andremo a caccia dell' Isola delle Rose o meglio "Lo stato libero dell'Isola delle Rose".
 l'isola ancora in piedi, un'articolo di giornale, una foto inedita, un francobollo.
Stiamo proprio parlando di un'isola davanti alla costa riminese che ora non esiste più, noi cercheremo di ritrovare i suoi resti in fondo al mare. Siamo nel luglio del 1968 ed una notizia esce alla ribalta delle cronache. "Nuovo stato al largo di Rimini su una piattaforma artificiale" (Il Messaggero). Così nasceva il libero stato dell'Isola delle Rose. L'ideatore di questo progetto, l'ingeniere industriale Giorgio Rosa, ubicò la sua isola, dopo averla costruita a terra e trasportata in galleggiamento in mare aperto, a circa 11 km al largo di Rimini. Esattamente 500 mt. aldilà delle acque territoriali italiane. Questo per eludere la sovranità dello Stato. L'isola delle Rose, inizialmente una piattaforma a 2 piani, di 20mt. per 20, cominciò ad interessare turisti, commendatori e playboy della costa, dato che in poco più di un'ora di navigazione, si era fuori dalle acque italiane. L'isola prevedeva attività commerciali, come ufficio postale, bar ed un ristorante; addirittura la vendita di benzina senza le tasse italiane. Si racconta che avrebbe anche ospitato un casinò ed una radio privata. Paradossalmente la piattaforma aveva delle vie, infatti, ogni suo lato, aveva il nome di una via ed i numeri civici; esempio, l'ufficio postale era ubicato in via Bizet n.3. Si tenne addirittura una conferenza stampa sull'isola a cui parteciparono fotografi e giornalisti. Ciò disturbò sicuramente le autorità italiane che dichiararono l'indipendenza ed i diritti internazionali dei proprietari della piattaforma, infondati. Fu così che una motovedetta della Guardia di Finanza cominciò a vietare l'approdo all'isola e, di consenguenza, iniziarono i ricorsi legali. Contemporaneamente si intimò di provvedere alla demolizione dell'intera struttura, a carico dei costruttori. Detta demolizione, invece, fu eseguita dai sommozzatori della Marina Militare che minarono, con il tritolo, il basamento. L'Isola resistette all'esplosione fino a che, una forte mareggiata, la fece definitivamente affondare nelle acque, ad una profondità di circa 15 mt.. L'idea dell'ing. Rosa era di stampare francobolli e coniare monete; la valuta di quest'ultime sarebbe stata il "ros", corrispondente a 100 lire italiane. Nessuna moneta fu coniata ma furono stampati una serie di 5000 francobolli, un migliaio dei quali fu venduto direttamente sull'isola ed i restanti affondarono con quest'ultima. Quel giorno, oltre ai francobolli ed a tutto quello che conteneva, l'Isola portò con sè, sul fondo del mare, anche il sogno del suo ideatore. La nostra missione, invece, sarà quella di ritrovare il punto di affondamento e scoprire i resti dell'Isola delle Rose. Cercheremo, così, di scrivere un nuovo finale, dove l'Isola trova nuova vita, fondendosi con l'ambiente subacqueo.
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