"Non un'Isola vera con palme, ma un'Isola subacquea con pesci..." Foto dell'Isola ancora in costruzione.
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L'Isola delle Rose, il nostro ennesimo ritrovamento, merita a buon titolo una pagina a sè!
Proprio nei giorni in cui ricorre il 40° compleanno dall'affondamento del "libero stato dell'Isola delle Rose", neanche a farlo apposta il Dive Planet Rimini e Pesaro con il suo Staff di "Cacciatori del Mare Adriatico", ritrovano i resti dell'isola d'acciaio. Ricercata da più di 20 anni, da tutti i sub della zona e non, che si dannavano a cercarla nel posto sbagliato, l'isola si è offerta a noi in tutta la sua bellezza e particolarità. Non poteva essere altrimenti, noi di caccia ce ne intendiamo, abbiamo al nostro attivo tanti ritrovamenti e i sub della zona lo devono proprio a noi se in questi anni hanno avuto la possibilità di immergersi in questo mare che tutti credevano spoglio e piatto. ( nel 1995 iniziano le immersioni alle "Piramidi", quando le scuole locali si immergevano tutte sul sabbione, nel 2001 ritroviamo il relitto del "Benvenuto", sempre nel 2001 ritroviamo il grande relitto del "Cargo Anni" che i sub cercavano senza speranza da tanto tempo, nel 2008 ritroviamo il relitto di una nave enorme della 2° GM che battezziamo "il Thistlegorm dell'Adriatico" ancora da aprire ai sub, e sempre in quell'anno i resti del "Pontone Armato" e del "Sommergibile"che quest'anno abbiamo aperto ai sub, ora il ritrovamento dell'Isola.)
Appena scesi abbiamo subito capito di averla ritrovata, infatti subito abbiamo potuto imbatterci in diverse strutture come parti di mura in mattone pieno,
Parti di mura in mattone pieno si trovano nell'area dell'affondamento.
putrelle in ferro, sassi da riempimento e 2 grosse boe che sono servite al Genio della marina per delimitare la zona prima di farla esplodere con il tritolo.
Putrelle di ferro contorte si trovano nel sito.
Questi ritrovamenti ed altri confermati dallo stesso Ingegner Rosa il "papà" dell'isola che commosso ha potuto dire che quello che avevamo visto e ritrovato era proprio la sua Isola. Ora la zona è diventata uno dei nostri siti di immersione data la vartietà biologica del sito che non smette di stupire.
Paguro "diogenes pugilator"dentro conchiglia di "hinia reticulata".
Uova di Garuso.
Paganello "gobius paganellus".
Granchio Testa di morto.
Uova di "gobius paganellus"
Cannocchia
Riccio di mare "paracentrotus lividus"
L'Isola delle Rose (in esperanto Insulo de la Rozoj) fu una piattaforma artificiale nel mare Adriatico (al largo di Rimini, 500 metri al di fuori delle acque italiane),
Era visitata ogni giorno da decine di turisti.
che nel 1968 venne proclamata dal suo fondatore, l'ingegnere bolognese GIORGIO ROSA, Stato sovrano.
Il fondatore dell'isola.
L'esperienza dell'autoproclamata Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose durò poche settimane, durante l'estate dello stesso anno.
L'ingegner Rosa con i giornalisti.
La piattaforma sorse a 6,27 mgl (11,612 km) al largo della costa italiana, in prossimità di Torre Pedrera, nel comune di Bellaria, dunque a 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane. L'Isola confinava esclusivamente con acque internazionali, a eccezione del lato sud-ovest dove avevano limite le acque territoriali italiane. L'Isola delle Rose si era data un "governo", formato da una Presidenza del Consiglio dei Dipartimenti e da cinque Dipartimenti, suddivisi in Divisioni e Uffici. Vi era il Dipartimento Presidenza, con a capo Antonio Malossi; il Dipartimento Finanze, presieduto da Maria Alvergna; il Dipartimento Affari Interni, con a capo Carlo Chierici; il Dipartimento dell'Industria e del Commercio, capeggiato da Luciano Marchetti; il Dipartimento delle Relazioni, con a capo l'avvocato Luciano Molè; infine il Dipartimento degli Affari Esteri aveva al vertice Cesarina Mezzini. L'Isola delle Rose adottò come propria "lingua ufficiale" l'esperanto, per sancire nettamente la propria sovranità ed indipendenza dalla Repubblica Italiana, nonché per ribadire il carattere internazionale della nuova Repubblica. Rosa non era un esperantista e la scelta dell'esperanto come lingua ufficiale gli fu consigliata da un esperantista bolognese. L'Isola delle Rose adottò uno stemma rappresentante tre rose rosse, con gambo verde fogliato, raccolte sul campo bianco di uno scudo sannitico, così come descritto dalla Costituzione.
Gagliardetto dell'isola.
Da notare che lo stemma fu riprodotto sul bordo superiore dei foglietti filatelici e riprendeva gli stessi colori (verde, bianco e rosso) della bandiera italiana, ma, invece di rappresentare quattro rose raccolte a bouquet, ne riportava solo tre. Venne istituita anche una bandiera di colore arancione caricata al centro dello stemma repubblicano. Inoltre fu adottato come "inno" (Timoniere! Smonta di guardia!), cioè il Chor der Norwegischen Matrosen dalla prima scena del terzo atto de l'Olandese Volante di Richard wagner. L'Isola delle Rose si dotò di una divisa monetaria per i francobolli: il "Mill" (al plurale "Mills"), che fu tradotto in esperanto come Milo (al plurale Miloj). Il valore del Mill, all'epoca, doveva essere corrispondente a quello della lira italiana, con un cambio 1:1, alla pari: il minor valore di francobolli per posta ordinaria era di 30 Mills quando in Italia era di 30 lire, e i foglietti con 10 valori da 30 Mills, equivalenti quindi a 300 Mills, erano venduti a 300 lire, mentre i singoli francobolli da 30 Mills affrancati su busta e annullati con timbro e data a 150 lire.
Francobollo dell'isola.
Busta annullata dall'ufficio postale dell'isola.
Doveva esserci anche un valore "Ros", equivalente a 100 Mills/Miloj e, quindi, a 100 lire. Ma questa divisa per le monete non fu mai attuata. L'Isola delle Rose non "emise" mai, in conio e stampa, monete e cartamonete, anche se c'era l'intenzione di battere monete metalliche commemorative. L'Isola delle Rose "emise" un certo numero di francobolli (due serie in cinque emissioni) L'Ufficio Postale aveva sede in Via Georges Bizet n. 3 sull'Isola delle Rose.
Tantissime pubblicazioni in questi 40 anni.
Per info. sulle immersioni tel. 0541\21506 dopo le 16.00.